IL MALATO IMMAGINARIO - L'ULTIMO VIAGGIO - ISPIRATO DALL'OPERA DI MOLIERE - THEATRE DE LA SEMEUSE - NICE - 22 GIUGNO 2018

Soggetto originale e regia: Marco ZOPPELLO
Assistente alla regia: Giulio CANESTRELLI
Scenografia: Alberto NONNATO
Realizzazione costumi: Antonio MUNARETTI
Costumi : Lauretta SALVAGNIN
Realizzazione parruche: Laboratorio CARLOTTA
Calzature: Aldo BIASIBETTI
Maschere : Roberto Maria MACCHI
Disegno Luci : Paolo POLLO RODIGHIERO - Datore luci: Matteo POZZOBON
Responsabile di produzione: Federico CORONA
Amministrazione: Elisa DAL ZOTTO
Foto: Serana PEA (per questo articolo: Françoise RICHARD tranne il manifesto e la foto e la foto di gruppo)
Progetto grafico: Caterina ZOPPINI
Produzione: STIVALACCIO TEATRO - TEATRO STABILE DEL VENETO - TEATRO NAZIONALE CON IL SOSTEGNO DI "CONVERSAZIONI 2017 70° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI)
Distribuzione: Sara ALLEVI - Anna DE FRANCESCHI - Stefano ROTA - Michele MORI - Marco ZOPPELLO

IL MALATO IMM L AFFICHE.jpg
Il Malato immaginario è, senza dubbio, con Cyrano de Bergerac, una delle opere della drammaturgia francese tra le più rappresentate sin dalla sua creazione. Quante volte Argan si è fatto ingannare dai medici, dalla fantesca, dalla figlia, dalla moglie e dal futuro genero ! Farne il conto è impossibile ! Ci sono tuttavia delle maniere oltremodo creative e intelligenti di trattare l’opera, l’autore e il suo tempo. E’ appunto il caso del Malato immaginario della strabiliante –a dir poco– Compagnia dello Stivalaccio, quella stessa che, in una dinamica speculare, s’incarna nei ruoli della Compagnia dello Stivale e s’infiltra nella vita di MOLIERE e del suo « Malato ». Ma non a caso ! E qui si esprime la maestria e l’ingenosità di questi giovani e focosi Commedianti dell’Arte. La maniera con la quale affrontano l’opera denota una profonda riflessione e una sacrosanta capacità per trattare la complessità nella quale si sono imbarcati. La molteplicità degli intrecci va lontano, molto lontano. Prova ne sia che questi Commedianti dell’Arte appartengono alla Commedia, a queste truppe di attori professionisti che, a difesa di un’alta concezione dell’arte proteiforme che li distingue, percorrevano, all’epoca d’oro dell’Arte, da mecenate a mecenate, le strade d’Europa sin dalla prima metà del Cinquecento. Un genere artistico che sul palco dei saltimbanchi ha influenzato, con i suoi singolari codici, numerosi autori europei fra cui Jean-Baptiste POQUELIN ma anche William SHAKESPEARE e tanti altri…

Ed eccoci in presenza del veneziano Giulio PASQUATI (Marco ZOPPELLO), uno dei più celebri Pantalone dei Bisognosi di quell’epoca, di Girolamo SALIMBENI (Michele MORI), altro celebre attore del Cinquecento della Compagnia dei Gelosi i cui ruoli di predilezione erano Zenobio e Piombino e Veronica FRANCO (Anna DE FRANCESCHI) « a cui piacciono i balletti », illustre cortigiana e poetessa veneta del Rinascimento. Infatti, il personaggio dell’innamorata, -senza maschera ma con trucchi molto sottolineati e correlativi ai codici dell’Arte– era interpretato dalle cortigiane.

Essendo l’attore dell’Arte al centro della creazione, sarà lui, saranno loro a scegliere come imbastire la scena intorno all’autore, all’attore, al regista e direttore della truppa che ammirano: MOLIERE. Proprio come quest’ultimo stimava il napoletano Tiberio FIORILLI, più noto col nome d’arte: SCARAMOUCHE, personaggio con il quale, a lungo ha condiviso la scena del Teatro del Petit-Bourbon e quella del Palais-Royal a Parigi. Come per incanto, eccoli dietro le quinte del Teatro Palais-Royal ! Le influenze si fondono, si mescolano e la magia dell’intreccio, della sovrapposizione e dell’incastonatura di un’opera nell’altra (la famosa « mise en abîme »), può iniziare. Ma pazientate un’attimo ! Qui non si tratta di un Malato immaginario qualunque ! Altro che ! Si tratta … del suo « ultimo viaggio » : « l’ultimo viaggio », sotto titolo tutt’altro che qualunque, che gli attori stessi pronunciano con difficoltà (« ultimo raggio », « ultimo maggio », « ultimo scarafaggio » ! Dall’evidente espediente comico di questi giochi di parole traspare un autentico omaggio ad un MOLIERE molto malato, non immaginario, sul quale il sipario di Arlecchino si appresta irrevocabilmente e definitivamente a calare.IL MALATO IMM DECORS.jpg

17 febbraio 1673. Quarta rappresentazione del Malato immaginario. Parete delle quinte. Tra corde e contrappesi, una porta di camerino con il nome di Monsieur de MOLIERE (Stefano ROTA) che si sente strillare : dice che non salirà sul palcoscenico. Di pessimo umore, il Maestro è malato e contrariato. Storicamente la quarta rappresentazione del 17 febbraio 1673 doveva essere interpretata davanti al Re “per rilassarlo dai suoi nobili lavori”. Tuttavia, due mesi prima, nel dicembre 1672, Luigi XVI aveva messo gli occhi su LULLI; e MOLIERE aveva capito che Sua Maestà non sarebbe venuta ad applaudire il suo malato.

Mica facile, per la Compagnia dello Stivale, recitare Il Malato immaginario con un Argante assente e per di più interpretata dall’insostituibile MOLIERE ! Senza contare che Girolamo SALIMBENI ha appena perso al gioco l’incasso dello spettacolo (incasso degli spettatori del Teatro La Semeuse che se la sono presa a male gridando di malumore dei « Houuuhh ! » e dei « rimborsate ! » da ovunque le parti !).IL MALATO IMM QUATRINI.jpg
Con il suo delizioso accento toscano, GIROLAMO raccontra la serata trascorsa « dai Siciliani di Montmartre » dove ha scommesso tutto il denaro, in un combattimento di polli (ovvero di galline) sulla più grossa, poi sconfitta. Se si aggiunge a tutto ciò l’arrivo increscioso, quanto imprevisto, di Madeleine POQUELIN (Sara ALLEVI), figlia di Jean-Baptiste POQUELIN, in Arte MOLIERE, fuggita dal convento dove era rinchiusa, Il Malato immaginario rischia proprio di rimanerlo : immaginario !IL MALATO IMM RETOUR MADELEINE.jpg

Cosa fare? The show must go on! Sarebbe sottovalutare i Commedianti dell’Arte che hanno qualche asso nella manica! Non sono l’improvvisazione e l’impagabile capacità a capovolgere le situazioni, parte del loro grande talento ? Ed ecco che, in men che non si dica, i ruoli sono distribuiti: GIROLAMO sarà Cleante e Diafoirus; PASQUATI farà Tommaso, figlio di Diafoirus e Tonietta (nonostante una fugace riluttanza ad interpretare un ruolo femminile, essendo su misura per creare degli espedienti comici); VERONICA, che si è fatta soffiare a volo da Madeleine il ruolo di Angelica (sottolineando le rivalità latenti tra attrici, attaccate alla gerarchia dei ruoli) interpreterà sia Belinda, la matrigna, che il dottor Purgon. Rimane da convincere MOLIERE che farà Argante soltanto se, tra il pubblico, ci sarà il Re. Cosa chiedere di meglio per stimolare GIROLAMO che balza dalla finzione alla realtà, nel bel mezzo degli spettatori, per scegliere chi sarà il Re della quarta rappresentazione, che incorona e riveste del manto reale.IL MALATO IMM IL RE.jpg

Può MOLIERE entrare in azione? Si! Ma…, non appena intravede sua figlia, che credeva ancora in convento, tutto si ferma ! Il Maestro rifiuta che sua figlia diventi commediante, che salga sul palco scenico e frequenti l’ambiente nauseabondo della Corte. Una critica acerba che rinvia all’amarezza che egli prova per quel mondo fasullo ed i suoi cortigiani: tutto questo « mondo pieno di ipocriti ». Riferimento a Tartuffe e Don Giovanni che hanno lasciato alla posterità l’eco ancora vivo delle parole che illustrano « l’ipocrisia, vizio della moda », opere nelle quali MOLIERE aveva potuto rodersi abbondantemente il fegato. La scelta di aver dato il ruolo di Angelica, figlia di Argante, a Madeleine, prima compagna di MOLIERE, e non a Armande (figlia della Béjart), sua sposa, denota, in questo confronto figlia-sposa, una sottile speculazione dell’accavallamento, tipico del genere. E’ anche, forse, un omaggio, un occhiolino alla grande Madeleine BEJART che, un anno prima, giorno per giorno, il 17 febbraio 1672, aveva reso il suo ultimo inchino.
Comunque sia, MOLIERE acconsente finalmente di vedere Madeleine interpretare Angelica. Largo al Malato immaginario ! Tutti in pista e che cominci lo spettacolo !IL MALATO IMM DECORS 2.jpg

Sotto gli occhi allibiti quanto meravigliati del pubblico, la parete delle quinte e del camerino di MOLIERE viene coscienzosamente ribaltata dagli attori che, in una cascata di supporti cubici, creano una scena policroma a vari livelli, perfettamente adatta alla dinamica dell’opera. Una prodezza scenografica realizzata da Alberto NONNATO che ha grandemente contribuito alla regia di Marco ZOPPELLO e del suo assistente Giulio CANESTRELLI. Ritroviamo qui la panteatralità di un mondo in cui tutto è teatro, dietro le quinte come sul palcoscenico, come nella vita di ognuno di noi. Applaudiamo anche la scelta meticolosa degli elementi scenografici e quella accurata dei costumi, degli accessori e delle parrucche (Antonia MUNARETTI, Laboratorio CARLOTTA, Aldo BIASIBETTI). Una fantastica inventiva alla quale i Commedianti dell’Arte non hanno derogato.IL MALATO IMM I MEDICI.jpg

Attraverso le loro molteplici forme espressive e la loro straordinaria capacità a sovrapporre una cosa con l’altra, al « botta e risposta », queste attrici e questi attori pluridisciplinari ci hanno fatto cavalcare, nella loro deliziosa compagnia e quella della grande famiglia della Commedia dell’Arte, fuori dal tempo, le loro molteplici avventure sino all’« ultimo viaggio ». Mancano le parole per ringraziarli per questo intenso momento di felicità e di comunione tra scena e sala (all’aperto), tra commedianti e spettatori, stregati dai loro lazzi, stratagemmi, espedienti e da questa virtuosità cosÌ colorata, senza contare l’evidente amore del teatro vivente che ci hanno fatto condividere !

Dopo Don Chisciotte e Romeo e Giulietta, Il Malato immaginario è l’ultimo faceto adattamento del repertorio classico del giovane e talentuoso Marco ZOPPELLO, alias LO ZOPPO, alias, Giulio PASQUATI. Dopo una prima nazionale al Teatro Olimpico di Vicenza, il 27 e il 28 settembre 2017, con meritato successo, auguriamo a questo Malato immaginario di viaggiare, ancora e ancora, il più lontano possibile e che « l’ultimo viaggio » sia soltanto quello di una sera, talmente al pubblico e all’unanimità, sarebbe piaciuto continuare a viaggiare nello stravagante vascello di questi stupendi alchimisti che fanno tanto con poco e che rendono gli autori, passati dall’ultimo viaggio, incredibilmente vivi !

Allora tornate presto ragazzi ! E come si suol dire : VIVA IL TEATRO ! VIVA LA COMMEDIA!

Un caloroso ringraziamento a Frédéric REY e alla SEMEUSE, promotori, per la quarta stagione, del Festival della Commedia dell’Arte a Nizza. All’anno prossimo per un altro viaggio che non sarà, di certo, l’ultimo !

IL MALATO IMM LA TROUPE SILVALACCIO.jpg

Ajouter un commentaire

Les commentaires peuvent être formatés en utilisant une syntaxe wiki simplifiée.

URL de rétrolien : http://theatreetcie06.fr/dotcl/index.php?trackback/58